i Convegni
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UNAC MADDALONI
Kermesse al “Giordano Bruno”
MADDALONI (Caserta) - Alla presenza di un considerevole numero di persone, nonostante la contemporaneità di altri eventi, anche di rilievo sempre a Maddaloni, si è svolta ieri mattina nella Sala “Luigi Settembrini” del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni la kermesse “Volti casertani e maddalonesi” ovvero la presentazione della rubrica omonima contenuta nei volumi 3 e 4 della serie “Chi è?” edita dalla Dea Sport di Bellona. L’occasione, come si vedrà in seguito, è stata propizia per portare il saluto al Rettore prof. Michele Vigliotti che dal primo settembre sarà in concedo per raggiungimento del limite d’età. L’evento si è aperto con l’Inno di Mameli a ricordo dei morti a causa dell’attentato terroristico di Dacca e dell’incidente ferroviario pugliese. Tutti in piedi ad intonare l’Inno che ci “fa italiani” anche alla presenza di giovani novantenni come Antonio Bernardo e Guido De Simini, protagonisti direttamente ed indirettamente della micro, e non solo, storia della Città di Maddaloni. Il primo a prendere la parola è stato il moderatore dott. Antonio Tedesco, esperto di storia locale, che salutando gli intervenuti, ringraziando gli organizzatori ovvero il Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, l’AN.M.I.G. e Fondazione di Caserta e l’U.N.A.C. di Maddaloni, ha dato la parola al poliedrico showman Luca Tramontano che ha declamato una lirica del poeta maddalonese Francesco Di Vico sulla città di Maddaloni. Dopo la lirica, presentata alla platea da Tramontano è stata la volta del Rettore del Convitto, prof. Michele Vigliotti, che ha introdotto i lavori portando il suo saluto. Lo stesso ha ripercorso, seppur brevemente, la sua esperienza e la linfa che ha inteso dare al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni facendolo diventare polo culturale della Città. Tra le altre cose ha parlato, descritto e sottolineato il rapporto collaborativo con l’U.N.A.C, l’A.N.M.I.G. e Fondazione, come con la Pro Loco e, per il sociale, l’associazione l’Albero della Vita. Presenti in Sala per l’U.N.A.C. il cav. Gaetano Letizia (pres. Deleg. Maddaloni), il dott. Antonio Savino (Presidente Nazionale U.N.A.C.) i volontari di Maddaloni (alcuni impegnati a distribuire fuori dalla sala le pubblicazioni “Chi è?”, “La Rivista dell’Arma” Unac e la rivista “Dea Notizie”) ed altri referenti del circondario; per l’A.N.M.I.G. e Fondazione il cav. Salvatore Borriello (Pres. Prov. Caserta), il suo vice, il cav. Francesco Pagliaro (Segr. Prov.) ed altri rappresentanti provinciali e non; per la Pro Loco il dott. Gaetano Giglio (Presidente) ed altri suoi collaboratori; per l’Associazione l’Albero della Vita, Antino Suppa (Presidente) ed altri suoi collaboratori tra cui Maria Cioffi. Tra le tante altre rappresentanze associative e non solo erano presenti anche la Società Dante Alighieri di Caserta e CoAsCa di Caserta, la Società Storia Patria di Terra di Lavoro, il Vespa Club di Maddaloni, l’Associazione Prospettive Radicali, la Galleria d’Arte Contemporanea “Studio Il Castello” di Maddaloni e l’Associazione Culturale Musicale ONLUS “Aniello Barchetta”. Il tavolo di presidenza è stato composto dal Rettore Vigliotti, dal moderatore Tedesco, dai cav. Letizia e Borriello ed ancora dal dott. Francesco Falco, Presidente della Dea Sport Onlus e Direttore della Dea Notizie (in sala era presente anche il suo vice Dott. Domenico Valeriani). Dopo il saluto introduttivo di Vigliotti è intervenuto il dott. Franco Falco che ha riferito l’esperienza e la finalità della serie “Chi è?” della Dea Sport Onlus a cui è collegato l’organo di informazione “Dea Notizie”. Questi ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa e la propositività a rinnovarla anche per il futuro, palesando l’apertura alla collaborazione con altri, sia alla pubblicazione “Chi è?” che alla rivista “Dea Notizie”. È seguito il saluto del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, Antonio D’Angelo che facendo eco all’intervento del Rettore lo ha ringraziato per l’impegno ed ha confermato la disponibilità al prosieguo nell’ottica della valorizzazione della Città per il tramite e con il Convitto maddalonese. A questo punto il moderatore, prima di passare la parola agli interventi ha voluto portare il saluto di alcuni (protagonisti delle biografie), assenti per obiettivi motivi logistici come nel caso del giornalista Luigi Ferraiuolo, del dott. Francesco d’Angelo e del cantante Francesco Pellegrino. In particolare quest’ultimo ha voluto far pervenire uno scritto con una lirica inedita che è stato letto e declamato da Luca Tramontano alla platea. È stata quindi la volta dell’autore della rubrica biografica “Volti casertani e maddalonesi” Michele Schioppa, cronistorico maddalonese. Questi oltre a ringraziare i presenti, gli organizzatori, coloro che lo hanno supportato e lo supportano nel complicato, impegnativo ed oneroso compito dello studio biografico ha, da subito, chiarito che la settantina di profili presentati in questi due numeri della rubrica non sono che una piccola parte del lungo elenco di persone che sta da anni studiando e che si augura con il tempo, e soprattutto con la collaborazione degli interessati, dei familiari e di altri soggetti, possano dare un valido contributo, da poter presentare. Ha comunque ricordato che l’esperienza collaborativa con “Chi è ?”, tra le altre cose nata per gioco in abbinamento alla presentazione e divulgazione dei profili biografici che svolge attraverso la collaborazione giornalistica con testata casertana, è aperta a tutti coloro che dovessero ritenere opportuno dare un proprio contributo alla definizione di uno o più personaggi. Anzi lo stesso ha sollecitato i presenti affinchè lo aiutassero nell’onerosa impresa che certamente da solo non potrebbe mai portare avanti, se lo scopo è realmente quello di ricordare ai posteri coloro i quali meritano di essere ricordati. È stato sottolineato come ciascuno dei profili fino ad oggi riportati, così come avverrà per quelli futuri, abbiano un motivo per essere presenti e che, non potendo ricordarli tutti, si è preferito realizzare una presentazione con le foto i nomi e le principali caratteristiche dei personaggi, assemblati in un video che è stato proiettato per tutta la durata della manifestazione. A seguire sono intervenuti, il prof. Marcello Natale che ha ricordato i suoi trascorsi con Maddaloni e con Michele Schioppa, nonché ha sottolineato la qualità del tipo di lavoro condotto e l’importanza del ragionamento che ne ha sotteso i testi; ed ancora il prof. Claudio Petrone, Preside degli indirizzi tecnici superiori della Fondazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” di Maddaloni che oltre a sottolineare la rilevanza dello studio pubblicato ha anche evidenziato come oltre al Convitto maddalonese anche la Fondazione di don Salvatore sia protesa ad essere polo culturale del territorio ed eccellenza verso l’esterno e l’estero e quindi in linea con un percorso di crescita e sviluppo della Città di Maddaloni. È intervenuto poi Amedeo Marzaioli con una disanima sia della storia che dell’arte ed ancora delle problematiche e delle criticità della Città a vocazione turistica che è Maddaloni. Marzaioli ha posto l’accento sulla necessità di fare squadra ed intervenire con ogni mezzo affinché vi sia una diversificazione ed un riscatto culturale che può certamente portare in auge il territorio e consentirne il riscatto anche sociale ed economico oltre che morale. L’intervento successivo è stato quello di Rosa Criscuolo che ha parlato del legame da un anno oramai con Maddaloni e della presenza e collaborazione che “Prospettive Radicali”, nata nel Convitto medesimo, vuole dare alla Città per il suo riscatto, perché i maddalonesi sono delle belle persone e lo meritano. Commovente è stato poi il ricordo dell’On. Elio Rosati di cui si terrà il trigesimo in Maddaloni il prossimo 17 luglio e per l’occasione la giornalista ha chiuso il suo intervento proprio con un motto dello stesso. Ha parlato poi Antonio Cembrola, il quale oltre ai ringraziamenti di rito e ad una panoramica sulla necessità di fare squadra e risollevare collegialmente e culturalmente la città ha sottolineato come la presenza nel libro, per lui come per altri, non vuole essere un punto di arrivo bensì di partenza. Il prof. Giuseppe De Nitto è dunque intervenuto a nome proprio ed in rappresentanza dell’avv. Alberto Zaza d’Aulisio e quindi della Società Storia Patria di Terra di Lavoro che ha lodato lo studio in corso incoraggiandolo e che va ulteriormente allargato a tanti altri personaggi che meritano la giusta visibilità e tra questi ha citato Alberto Guarino, Tommaso Pisanti, Bruno Iorio ed altri (che da quello che apprendiamo così come altri fanno parte dell’elenco dei profili in elaborazione). Dopo l’intervento del prof. De Nitto è stata la volta del prof. Alfredo Omaggio che evidenziando l’importanza dello studio biografico condotto ha sottolineato come questo possa essere, dopo il corposo intervento di studio del prof. Pietro Vuolo, un punto di inizio per la stesura della storia di Maddaloni dal fascismo ad oggi. È seguito l’intervento di Salvatore Nappo che in sintonia con l’intervento del prof. Omaggio ha sottolineato la crisi politica e la mancanza di validi rappresentanti della Città. Egli ha voluto ricordare la Maddaloni città internazionale che tale è diventata grazie proprio a questi personaggi manifestando un certo pessimismo sulla attuale e futura ripresa, rimarcando l’importanza del ricordo e della memoria che con serietà e collaborazione intervengono nello stimolare il paese tutto a sorvolare gli ostacoli. Il ricordo, la memoria è stato il tema centrale anche dell’intervento di Benedetta Del Vecchio la quale ha ricordato il papà Crescenzo, di cui, in questi giorni, ricorre il decimo anniversario della morte, e lo zio prof. Giuseppe Guadagno (tra gli altri presente in sala la vedova arch. prof.ssa Rosa Carafa). Persone, queste, che si sono sempre date in modo generoso agli altri, per la formazione e non solo, e insieme ad altre descritte nella raccolta biografica il cui ricordo, la cui memoria aiutano nella definizione e caratterizzano l’identità familiare e l’identità cittadina. Del Vecchio ha chiarito come la memoria non prescinda da noi tutti anzi ci formi. L’intervento che è seguito è stato quello del Gen. B. Ippolito Gassirà presidente dell’Unione Nazionale Ufficiali in Concedo d’Italia di Caserta, che ha sottolineato l’importanza dei personaggi annoverati e della presenza militare nel territorio. A seguire è intervenuto l’ex consigliere comunale Luigi Bove che ha evidenziato l’esigenza di un riscatto della città che può scaturire solo dalla collaborazione e che comunque, in sintesi, Maddaloni dovrebbe da un lato valutare bene in chi riporre la propria fiducia, e dall’altro evitare di celebrare i propri personaggi, per poi abbandonarli nel peggiore dimenticatoio con una impressionante velocità. Bisogna essere più cauti nelle scelte. Molte sono state le parole di ringraziamento all’autore per il suo lavoro con l’incoraggiamento ad andare avanti perché è questa la Maddaloni che si vuole, fatta di persone che si impegnino senza un secondo fine per il bene e la promozione della collettività. Un intervento con citazione incentrato sulla positività e sulla esigenza di salvaguardare la bellezza, l’arte, la storia e la memoria è stato quello del Maestro prof. Vincenzo Elefante che ha portato come esempio la sua recente esperienza in sedi accademiche e di Arte cinese dove invidiano le nostre risorse. A questo punto era previsto ancora un intervento, quello di Luca Tramontano, che ha rinunciato a causa dello sconvolgimento della scaletta per la tarda ora, il quale oltre a declamare altre liriche di Francesco Di Vico avrebbe dovuto portare la sua testimonianza sull’esperienza del Top Maddalonese del 2007. La sua iniziativa per certi versi avrebbe anticipato, la premiazione e il ringraziamento per quanto fatto, l’idea di valorizzare i volti locali che nell’esperienza dello studio di Michele Schioppa vengono raccolti in ricordo sotto forma di memoria biografica. Vi è stato dunque il momento dedicato al ringraziamento al Rettore Vigliotti. Il primo a portare il proprio saluto è stato il cav. Borriello che a nome dell’A.N.M.I.G. e Fondazione ha omaggiato il Rettore di un attestato di benemerenza redatto e firmato dal Presidente Nazionale A.N.M.I.G. e Fondazione (e letto dal socio Antonio Cembrola), oltre ad un crest e ad una medaglia. A seguire è stata la volta dell’omaggio da parte dell’U.N.A.C. per cui a prendere la parola sono stati il cav. Letizia e il Presidente Nazionale Antonio Savino e anche in questo caso l’omaggio è stato un crest a cui se ne sono aggiunti altri due donati al Cav. Borriello ed al DSGA D’Angelo, che ha inoltre ricevuto un attestato e un quadro. Il quadro in questione raffigura Giordano Bruno in chiave sachespeariana ed è stato donato dal socio U.N.A.C. Maestro Michele Letizia (Michail Benois Letizià). Il Maestro Letizia nello spiegare il dipinto riferisce che quando Giordano Bruno incontra Shakespeare nel 1596 a Londra, Shakespeare scrive e mette in scena una commedia, tra le prime, dal titolo “Pene d’amor perdute” che ha come morale tre anni di astinenza sessuale al solo scopo di fratellanza monastica. Questo ha posto le basi per la realizzazione dell’opera. Il Maestro Letizia ricorda tra l’altro che Bruno e Shakespeare facevano parte dello stesso “ordine di studi spirituali”. Il primo, Bruno, fu messo al rogo dalla Santa Inquisizione per aver contestato e sostenuto il contrario delle idee “controriformistiche” del periodo opponendosi al geocentrismo sostenendo l’eliocentrismo, spazzando via il pensiero aristotelico-tolemaico per dare spazio al “nuovo vedere” da Copernico, Keplero, Galileo ecc. Il secondo, Shakespeare, conte di Oxford, anche lui un personaggio diviso in tre, denominato il bardo, scriveva di nascosto per non essere scomunicato dal potere religioso anglicano e dallo stesso potere elisabettiano. Lo stesso era Uomo fidato del reame se nonché imparentato con la Regina... A seguire Antimo Suppa del “l’Albero della Vita” ha omaggiato e ringraziato il Rettore Vigliotti con una targa che raffigura un faro in cui lo stesso Vigliotti è il faro per quanto ha dato con il suo operato. Un operato richiamato e descritto in una lirica che gli ha dedicato la poetessa Marta Pagliaro, per il suo prezioso operato, per la crescita e la valorizzazione della Cultura, della Città e del Convitto di Maddaloni. In chiusura il moderatore ha dato la parola a Michele Schioppa che ha ringraziato gli organizzatori e tutti gli intervenuti. Con un abbraccio ed una stretta di mano generale si è chiusa la mattinata, poi si è passati al buffet organizzato per gli intervenuti, durante il quale è emerso un ringraziamento particolare al prof. Antonio Pagliaro, studioso di Maddaloni e storico del suo Convitto, per aver realizzato il servizio fotografico della manifestazione da cui sono state attinte le foto del presente contributo stampa.
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